Recensioni

Dalla rivista d’arte PEGASO – gennaio 2006 – “L’Arte di Trasformare”

Il Palazzo di Giustizia Federale di Rio de Janeiro e l’Istituto di Cultura Italiana hanno promosso l’esposizione personale “Trasparenza e Creatività” dell’Artista italiana Silvia Fossati.
Le opere che compongono la mostra sono di grandi dimensioni e composte con fusioni di vetro riciclato, semplici resti di flaconi e bottiglie, trasformati, attraverso il fuoco, con pazienza e perizia scientifica ottenendo effetti plastici e cromatici di indubbio fascino.
Mario A. Mazzoni, che la presenta, insieme al critico Sonia Salsi la cita fra le Artiste fiorentine che occupano un posto in primo piano nella ricerca contemporanea.
…La sua sperimentazione produce opere originali e interessanti: pannelli appesi che si muovono nell’aria, fiori che si materializzano in trasparenze eteree le cui immagini si proiettano nel soffitto e sulle pareti, la sposa – grande figura con vestito, sempre in vetro, che sembra una trina di altri tempi – pronta per il suo viaggio di compagna e di madre. Il tutto accompagnato da una soave musica di sottofondo che accompagnail visitatore in questo mondo fantastico della natura

J.R.dos Santos

 

Dal catalogo “Transparencia e Creatividade” – Rio de Janeiro 2005

Una esponente di spicco della cultura del Centro Storico della Città di Firenze, che pone al centro della sua ricerca il rapporto evolutivo tra la materia, strumento-attore, e la introspezione estroversa della propria spiccata sensibilità ai valori fondanti della vita …

A.Margaglio

 

Da “Eclettismo e Originalità” – Firenze 2005

…La Fossati opera nell’ambito della ricerca tematica, che non prende mai le mosse dal “deja vu” o di andazzo conformista, semmai ha una certa simpatia per l’avanguardia, a patto però che non abbia le sembianze di retroguardia: è Silvia, spontanea e schietta nel suo lavoro e non si lascia irretire da tutto ciò che sa di sclerotizzato…E’ uno dei segreti per cui la sua arte riscuote tanti riconoscimenti e tanto successo

Mario A. Mazzoni

 

Dalla rivista d’arte “Pegaso” – settembre 2005 – “La mostra di Silvia Fossati in Brasile”

L’occhio e la sensibilità dell’Artista scoprono ciò che sfugge al comune sentire e lo rivelano: a loro stessi e agli altri. E ci sorprendono, ci fanno pensare, ci aiutano a riflettere.
Silvia Fossati è una delle Personalità fiorentine, affermate a livello internazionale, che più sperimentano nella ricerca della fusione del vetro, con esiti non solo sorprendenti a livello estetico, ma anche significativi per il loro insegnamento civico al rispetto dell’ambiente.
Silva Fossati crea splendide sculture in vetro riciclato: umile vetro di fialette, di bottiglie, studiato con pazienza e perizia scientifiche negli effetti plastici e cromatici…sfumature di oro, colori rossi luminosissimi, uniti al vetro rendono, nella fusione, effetti di caleidoscopica poesia…
…bacche variegate, fino all’affrancarsi dall’”oggettualità” all’astrazione: “semi” di geometrica perfezione come fiocchi di neve, ipotesi di forme disgelate a noi quasi affiorassero da un primigenio e magmatico inconscio, denso come il vetro che, nella fusione si spoglia delle forme in cui era stato “pietrificato” e ritorna fluido, plasmabile in infinite immagini e forme…La sposa è una fanciulla dal volto nobilmente emozionato, consapevole, un volto in terracotta, posato su un abito di translucida purezza, quasi perlacea (e sono le consuete fialette fuse!) ornato da un colletto blu, pieghettato come il merletti di Fiandra, delicato come una corolla…

Sonia Salsi

 

Dalla rivista d’Arte “Pegaso – settembre 2005 – “Premio Bancarella”

…al Premio letterario si affianca la mostra “Libro d’Artista”…l’idea è di Silvia Fossati, che da sempre si sperimenta nelle più varie forme e nei più vari materiali e che, nel coltivare e mettere alla prova la sua “altezza d’ingegno”, coltiva e promuove cultura nella sua valenza “socializzante”, come scambio di idee, come apporto di intelligenze e di sensibilità che si incontrano…

Sonia Salsi

 

Dalla rivista d’arte “Pegaso” – dicembre 2004 – “Suoni e colori nel Lungarno”

…L’opera dalla forma circolare nata dalle mani di Silvia Fossati trasmette, pur piccola, tutta la sua imponenza espressiva. Realizzata in terracotta e schiuma espansa “Le meduse” avvolte in nuvole argentate, rappresenta l’espressività…la forza nel pensare, progettare e partorire un’opera, con una tecnica o con un’altra…

Roberta Fontani

 

Da presentazione in Catalogo “Scolpire la carta igienica” – 2004

Forse qualche intellettuale “con la puzza sotto il naso” avrebbe certamente un bel dire su questo modoalquanto bizzarro di realizzare delle sculture… Che dire di queste delziose sculture di Silvia Fossati? Aeree e leggere come piccoli alianti, sinuose e delicate, si lbrano come figurine tridimensionali fragili – quasi fossero pronte a spezzarsi da un momento all’altro -. La bravura dell’Artista sta nella capacità di tessere queste trame sottili edi dargli un corpo elastico e potente, tanto da realizzare complessi intrecci di figure che si intersecano fra loro e che sembrano giocare con la legge gravitazionale, sfidando l’aria in mille giochi spiritsi e beffardi.
Silvia Fossati ci ha regalato in passato altri gioielli come questi che suggeriscono un’ironia fine con la capacità di rendere un oggetto quotidiano un’opera d’arte. L’Artista ha giocato con tutti i materiali che solleticano la sua fantasia, anche i più insignificanti…diventano un’occasione di riflessione e di poesia, come piccoli frammenti di una storia fatta di piccoli passi e di magia.

Francesca Bandinelli

 

“Riflessioni al Femminile” – Teatro Puccini – Firenze – 2004

Nell’ambito della manifestazione promossa dal Comune di Firenze ha avuto grande risonanza per la bravura dei partecipanti lo spettacolo “Evento Artistico Interattivo”, nato da un’idea di Silvia Fossati, artista quanto mai eclettica e sperimentale che ne ha curato l’adattamento e la regia. L’hanno fiancheggiata validamente attori, dicitori e musicisti, che hanno movimentato i monologhi, letto testi di scrittori famosi, suonato con perizia. Meritano di essere ricordati anche i danzatori del Centro Danza e Movimento che con le loro coreografie hanno esaltato l’opera di Silvia Fossati che, sulla scena dall’inizio alla fine dello spettacolo, da una massa informe di argilla ne ha fatto uscire una scultura molto bella, potremmo dire parlante, dimostrando ancora una volta, le sue mirabili capacità di Artista.

Maz.

 

Dal catalogo della mostra personale “Incubi e Paure” – Museo La Specola – Firenze 2002 – “L’idioma dell’Artista”

…Di Silvia Fossati destano il nostro interesse i capricci fantastici, le metafore delle sue antiche paure, il personale dialetto artistico che da voce ai suoi pensieri profondi, l’inclinazione naturale alla ricerca, il rigore della sperimentazione, l’incessante costruzione di strumenti tecnici…La forza di un Artista è nell’avere conservato intatte la curiosità teorica, la giocosità inesauribile e la necessità creativa del bambino che egli fu…
Si tratta di architetture che imprigionano e al tempo stesso dilatano lo spazio, costellate di denti agzzi, e di macchie di rutilante rosso, in grado di evocare tanto il macchinoso sistema vivente di una creatura fantascientifica, quanto la grandiosità dei pachidermi preistorici. Esse rammentano, per antitesi, il desiderio di mettere in movimento pareti e soffitti immobili che connota tutta la produzione di Gaudì, e permettono di rappresentare il funambolico confronto teorico fra animato e inanimato…

Gemma Brandi

 

“Dal catalogo della mostra personale “Incubi e Paure” – Museo La Specola – Firenze 2002

…la Specola da sempre pretende di essere qualcosa in più di un semplice deposito di oggetti rari ed ospitare l’esposizione personale di Silvia Fossati, dal titolo emblematico “Incubi e Paure”, è il modo migliore per tene fede alla propria duplice vocazione e testimoniareattivamente che, soprattutto in una città come Firenze, arte e scienza possono ancora comunicare. Integrarsi e interagire.

Gianna Innocenti – responsabile Mostre / Prof. M:Vannini – responsabile di Sezione / Prof. C.Cipriani – Direttore del Museo

 

Dalla rivista d’arte “Pegaso” – dicembre 2002 – “Incubi e Paure” – Museo La Specola – Firenze

…Nella personale che ha avuto luogo alla Specola di Firenze, Silvia Fossati, attraverso un linguaggio personale che caratterizza ogni sua singola opera, evoca questo regno misterioso. La sensazione di essere in un’altra atmosfera, senza luce, senza gravità, vuota, cosìsuggestiva e coinvolgente, rapiscel’osservatore alla ricerca del vero messaggio emergene dalle immagini. Un significato simbolico che affiora e poi sprofonda nelle immagini stesse, sfuggente ed ermetico. Il chiaroscuro, le forme, la tridimensionalità, le ombre, tutto rievoca il sogno e l’incubo, il genio notturno che opprime chi dorme…

Gemma Scalise

 

Da”Informatore” – ottobre 2002 – “Ricordi alla Specola”

…una mostra insolita “Incubi e paure” di Silvia Fossati. Le opere si ispirano ai ricordi infantili della stessa artista e ai sentimenti di stupore e curiosità, provati nelle sue prime visite, da bambina, al Museo della Specola…

 

 Dalla rivista d’arte Pegaso – dicembre 2002 – “Un diario di Carmelina Rotundo che ispira gli Artisti”

…Le opere di Silvia Fossati attraverso un pentagramma rosso dall’andamento variabile da cui le note sfuggono e si mescolano ai pianeti nell’universo, descrivono i suoni ed i ricordi musicali del viaggio…

Scalise

 

“Arte senza frontiere” – Valencia/Manises, Spagna – novembre 2002

Un incontro internazionale d’arte promosso dall’Associazione Internazionale Artisti” e dal sindaco di Manises Enrique Crespo Calatrava…Le opere di Silvia Fossati sono esposte al Museo “Los Filtros” e al Museo Municipale della ceramica della città…Silvia Fossati, artista fiorentina per lItalia, ha presentato sculture in vetro fuso come omaggio all’acqua e al fuoco, simboli di Manises, oltread un trittico, di natura astratta, simboleggiante il percorso dell’acqua…

S. Svilsati

 

Dalla rivista d’arte “Pegaso” – dicembre 2001 – “L’elogio della luce: la scultura di Silvia Fossati”

Fin dai suoi esordi artistici Silvia Fossati è stata attratta dalla plasticità della materia. Gli sbalzi di rame le permettevano di raccontare per mezzo di lnee morbide, dolci, pure, la figura umana …Col pasare del tempo le esigenze evocative si sono fatte più pressanti. Quanto fino allora era stato solo sussurrato, inizia ad essere prima detto, poi urlato. Silvia Fossati abbandonail metallo e sceglie un materiale più plastico: l’argilla…in questa fase, il linguaggio di Silvia Fossati si fa più sofferto, il chiaroscuro, esaltato anche soratutto dall’alternarsi di pieni e di vuoti, da quell’andare e venire della figura, che pur permane integra nella lettura dello spettatore…………..poi è arrivato il vetro. E il gioco plastico chiaroscurale, si è arricchito di un nuovo, intrigante elemento: la luce…si è passati ai riflessi inaspettati, alle iridescenze opaline, alle ombre soffuse, talvolta dissolte, delle fusioni in vetro, alle quali Silvia Fossati è giunta attraverso un percorso di ricerca durato decenni. Il legame con il passato è forte. Rame, terracotta e vetro si legano infatti sotto denominatori comuni: sono materiali di uso quotidiano che hanno accompagnato l’umanità nel suo evolversi…Nelle recenti fusioni in vetro la figura umana è stata abbandonata, l’interesse si è volto verso l’oggetto o verso l’astrazione di esso. La linea sempre morbida e avvolgente, si confonde ora con le luminescenze, le cui intensità variano influenzate allambiene circostante…Assai attraente è la commistione fra oggetto comune e invenzione artistica ossimoro fra fra tradizione e innovazione, fra antico e futuribile. Citazioni famose e composizioni originali divengono pretesto per sperimentare le possibili combinazioni spaziali e cromatiche. I colori sono in genere tenui e raffinati, gli accostamenti ricercati…Le sculture in vetro di Silvia Fossati sono infatti un elogio della luce…

Francesco Maria Mugnai

 

“Silvia Fossati in Francia con le sue grandi e surreali installazioni” – Bordeaux – 2001

Dall’11 al 15 maggio lo Chateau Dillon a Blanquefort ha ospitato una grande installazione dedicata al vino presentata da Silvia Fossati per l’Italia. Sono 21 pezzi in ceramica con fusioni di vetro: 21 bottiglie informali formanti una grande piramide, 21 numero magico per la magia che trasforma il frutto in elisir. La piramide è racchiusa fra due pannell dipinti ad acrilico, con paesaggi surreali costruiti su pentagramma dove gli elementi naturali diventano bottiglie che con i lro colori e le loro trasparenze animano la campagna…Sette artisti europei presenti nella “Sala dei nasi” invitati dalla città in un progetto promosso dal Ministero dell’Agricoltura e dall’Azienda del Turismo…

 

“Le grandi installazioni di Silvia Fossati” Valencia (Spagna) – 2000

…Le installazioni di Silvia Fossati sono due grandi opere che occupano un’intera parete, ispirate alla musica……..pannelli intersecati da un pentagramma rosso che si insinua sul muro trasportando con se anche alcune note musicali che si trasformano in pianeti…

 

Da “Intervista a Silvia Fossati” – Firenze 2000

Incontro Silvia Fossati, molto attiva e appassionata nel caratteristico Studio Giambo, autentica figurina di bisquit su di uno sfondo classico-rinacimentale o meglio classico-ellenico per l’atmosfera mitica che domina questo luogo irripetibile, quasi ciclopica, non tanto per le proporzioni delle opere quanto per la contaminazione di esse, un ensamble di creature dal fascino del Minotauro o dell’ippogrifo …

Duccia Camiciotti

 

Da “Il Tirreno” – 21 giugno 1998 – “Disegnare con la musica: le esperienze all’O.P.G. – Montelupo Fiorentino

Si può dipingere in musica ? E i soggetti sottoposti all’esperimento come reagiscono? E quali strade metodologico-didattiche sono state seguite per recuperare e potenziare le capacità espressive individuali specialmente per tipologie affette da handicap e da disagio sociale?
A questi interrogativi risponde una snella pubblicazione con i contributi interessanti di Tiziana Acomanni e Silvia Fossati provenienti dall’Accademia di Belle Arti con un ricco curriculum di attività svolte avari livelli, ma soprattutto mirate verso soggetti con minorazioni psichiche…All’inizio – ricorda il volume edito dalla Florence Art – il percorso non è stato facile, ma il successivo coinvolgimento ha creato momenti di interesse individuale e collettivo che viene raccontato attraverso le tre fasi culminante in un fecondo progress collaborativi come ha dimostrato l’esperienza realizzata presso l’Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Montelupo F.no. Il suo valore terapeutico verrà illustrato, durante la presentazione del lbro, dalle autrici e dal Direttore dell’Istituto.

Giovanni Lombardi

 

Scuola Villani – Firenze – maggio 1997 -“Inaugurazione grande pannello murale in ceramica” – Da “La Scuola e la Vita”

Descrivere l’infanzia, la crescita e la formazione dei bambini nella scuola quali uomini di domani; il significato della scuola e della vita; quasi una consacrazione della memoria degli anni trascorsi in questa che resterà, per sempre, “la nostra scuola”…un compito abbastanza arduo da trasporre su di una parete vuota, esplicato in oltre trecento formelle in ceramica da realizzare con la partecipazione dei bambini…Si deve andare per tentativi, bisogna ordinare le idee: l’occhio, la fiaba, la vita, il substrato socio-ambientale e culturale, le immagini della storia; l’ieri, l’oggi, il domani. Terra, acqua, fuoco….L’occhio: tema centrale…la vita come una barca che scivola sui flutti del mare…l’acqua che sorregge la bara, la terra è la meta, il fuoco è il sole che irradia il calore essenziale alla vita e in combinazione con l’acqua, crea il fascino ancestrale dell’arcobaleno… Questi i temi che l’Artista Silvia Fossati ha affrontato con i bambini per realizzare i bozzetti per la grande opera eseguita con la collaborazione del ceramista Andrea Mugnai che ha curato l’applicazione e la cottura degli smalti.
Al centro della composizione la scultrice Silvia Fossati ha preferito inserire una scultura frantumata, quasi una esplosione della materia che si proietta verso l’alto in una policroma pioggia di colori vitrei, come riflessi dell’arcobaleno che domina su tutta la scenografia con un messaggio di speranza e di vita.

Gavino Còlomo

 

Da “Andando e Stando” – Uomini e muse – giugno 1997

Alla Scuola Villani di Firenze è stato inaugurato un grande pannello murale in ceramica. Ai giovanissimi scolari è stato chiesto di illustrare vari argomenti della vita e della scuola. Sviscerati gli argomenti e approntati i disegni si è pensato di realizzare un pannello in ceramica. Quest’ultima fase non poteva non essere concretizzata che da Silvia Fossati di cui conosciamo l’estro, l’impegno e la capacità…

 

Silvia Fossati a Vienna- Austria

L’Artista espone circa trenta opere grafiche, in prevalenza incisioni su rame, della sua più recente produzione…La Fossati che ha esposto varie volte nella capitale austriaca ed è molto apprezzata negli ambienti artistici viennesi…

Folks

 

“Il vetro di Silvia Fossati” Galleria Davanzati – Firenze – 1995

Vivere, vul dire creare per Silvia Fossati. Col tormento e coi dubbi che, certamente, non potrà non provare nei suoi esperimenti d’arte, masempre con l’entusiasmo per la ricerca, per l’arte, per la vita.
Da molti anni seguiamo il suo percorso artistico che, fedele ad un principio estetico ed etico di fondo, si è articolato in molteplici e variegate strade. La materia, sia essa di qualsiasi natura, è informe, attende chi la plasmi, sfida l’Artista affinché egli metta in luce ciò che essa nasconde….Silvia Fossati ha realizzato e sta perfezionando una ricerca di arte finalizzata esclusivamente all’”invenzione” nel senso rinascimentale del termine…la materia plasmata è il vetro che, utilizzato inizialmente sulla ceramica in funzione cromatica…….ha poi assunto vita propria…sono oggetti in sé modesti: lampadine, vecchie bottiglie dalle fogge originali, fiale, ampolle. E diventano girasoli, vele, alfieri, immagini di una steleprimordiale, omaggi a Morandi, applicati su lastre di cristallo. La tecnica è tutta invenzione di Silvia Fossati che si è documentata e sperimentata sulle tradizioni dei maestri vetrai di Murano…oggetti decontestualizzati assumono nuova vita come i bellissimi fiori: girasoli che “sbocciano” da fiale cotte in tempi diversi per accentuarne i diversi cromatismi, O il “Moto Perpetuo” di un cristall che, msso dal fuoco nelle tre dimensioni, ha trovato un suo baricentro spostato e si effonde in un movimento continuo e leggero. “Tensione massima” è una lampadina dilatata all’estremo, fissata in una sfericità perfetta un attimo prima di esplodere, punteggiata da bastoncelli obliqui, angolati, puntati, di vetro colorato: tutto questo emerge da un vaso di cristallo opaco, la cui modellazione, dalle linee tranquille e avvolgenti sembra accentuare la pulsione vitale…

Sonia Salsi

 

Dal catalogo “Trenta anni di scultura” – Silvia Fossati 1965-1995 – ed. Florence Art – Firenze 1995

…rigore tecnico e serietà nell’operare devono ridare all’Arte, alle soglie del Duemila, serietà di studio, di ricerca di sperimentazione…